Bisogna ricordare che insieme ai sei milioni di ebrei, sono morti anche centinaia di migliaia di zingari, di omosessuali, di intellettuali e anche di oppositori politici del regime nazista, sia religiosi, sia laici. Ci si deve rendere conto di cosa rappresenta la presa di potere di un regime dittatoriale e si deve amare e conservare questa democrazia che con tanta fatica abbiamo riconquistato.Tullia Zevi | Gli ebrei tedeschi erano molto assimilati nella cultura tedesca, quindi alcuni non si sono resi conto del pericolo incombente. Chi ha potuto si è messo in salvo, ma quando il fascismo e il nazismo è dilagato in Europa, ad un certo punto era troppo tardi per accorgersene. Quindi ci sono stati dei segni, sono stati captati dei segnali di pericolo, sono stati anche denunciati. Ma la tragedia della guerra e la Shoah hanno travolto la minoranza ebraica. A un certo punto era impossibile mettersi in salvo.Tullia Zevi | Potevo vivere in America, continuare a vivere in America, ho studiato lì, sono arrivata giovanissima. Ho sentito come se fossi sopravvissuta, passando attraverso la tragedia dei campi. Sono sopravvissuta. Mi sono ritrovata ebrea viva nell’Europa del dopoguerra. Gli ebrei in Italia vivevano da duemila anni. Da un giorno all’altro ci è stato detto: non siete nessuno, non siete più nessuno, voi non avete più diritto. Mi è sembrato giusto non solo tornare per cercare di aiutare questa comunità a rinascere, che aveva duemila anni di storia, ma anche di testimoniare come giornalista e come persona.Tullia Zevi | Qual è il più grande servizio che la conoscenza della storia ci può fornire? Quello di metterci sull’avviso. I nazisti hanno voluto uccidere gli ebrei semplicemente perché essi erano ebrei, gli zingari perché erano zingari e gli omosessuali perché erano omosessuali: venivano tutti visti come dei devianti che dovevano essere eliminati. In ciò consistette la "soluzione finale".Tullia Zevi |
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