Aforismi & Aforismi


 
 Aforisma: una verità detta in poche parole ma detta in modo da stupire più di una menzogna.

Giovanni Papini

 Amare i nemici è l’unica via perché non resti sulla terra neanche un nemico.

Giovanni Papini

 Anche la giovinezza è una malattia ma chi non ha sofferto questo male sacro non ha vissuto.

Giovanni Papini

 Chi aspira ad innalzarsi al di sopra della terra è segno che in altri tempi ebbe le ali oppure che è destinato, in un lontano futuro, ad averle.

Giovanni Papini

 Chiunque, purché sappia chiaramente cosa vuol divenire e non perda un solo secondo della sua vita, può issarsi al livello di coloro che dettano le leggi alle cose e che creano vite più degne.

Giovanni Papini

 Ci son di quelli che non dicon nulla ma lo dicono bene - ce n’è altri che dicono molto ma lo dicon male. I peggio son quelli che non dicono nulla e lo dicon male.

Giovanni Papini

 Dio è ateo.

Giovanni Papini

 Disgraziatamente coloro che dicono male di noi lo dicono quasi sempre assai bene, mentre coloro che dicono bene di noi lo dicono quasi sempre piuttosto male.

Giovanni Papini

 È certo la primavera la stagione più triste dell’anno. Ondeggia, incespicante e trasognata tra la bianca severità dell’inverno e la focosa maestà dell’estate, come una "donzelletta" acerba che non è più vera bambina e non è ancora donna fatta. È ridotta, perciò, alle malfide risorse del doppio gioco. In certi giorni un baccanale di sole indora e accende tutte le cime e tutte le superfici, e un’improvvisa afosità simula ipocritamente la gialla offensiva del giugno. Ma poi, il giorno dopo, sipari di nuvolone seppiacee si calano sugli orizzonti come gramaglie, il vento settentrionale uggiola e morde, i piovaschi impazziscono in furori diluviali, i fiumi aprono brecce nelle ripe, sui monti si ammonta un’altra volta la neve, tardiva ed intempestiva, e le prime erbe dei prati, stupite e strapazzate, vorrebbero rientrare sotto la terra. Passata la furia boreale, tornano le giornate grigie e accidiose, con qualche golfo di azzurro che subito si richiude, le strade fradice e sudice, i muri bollati di gore umide, i fossi colmi d’acqua lotosa. Eppoi, in pochi meriggi, tutto s’asciuga, tutto s’infiamma, tutto arde, tutto si riscalda e ci s’accorge, con mortificante sorpresa, che la primavera è finita, senza aver potuto godere, meno che pochi istanti, le sue incantate e decantate meraviglie.

Giovanni Papini

 È finita la siesta della vigliaccheria, della diplomazia, dell’ipocrisia e della pacioseria. I fratelli sono sempre buoni ad ammazzare i fratelli. . .

Giovanni Papini

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: Le parole giuste per il momento giusto

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