Deve diventare più abituale il confronto con le condizioni di vita della gente, confronto che a volte è per noi sacerdoti motivo di un qualche imbarazzo.Dionigi Tettamanzi | Non possiamo dimenticare da quali condizioni fuggono coloro che bussano alle nostre porte. La politica deve muoversi, ma qui le lacune sono evidenti, sul piano della progettazione, per immaginare e realizzare modelli di convivenza e di integrazione, aggregando tutte quelle forze sociali, culturali, educative, istituzionali che ne hanno competenza. Chiesa compresa.Dionigi Tettamanzi | Oggi vedo tanta generosità, nonostante la crisi. Ma c’è una condizione che fonda la solidarietà: come si può essere solidali se non a partire da una prossimità offerta e da una condivisione sperimentata? È l’individualismo a minare la solidarietà. Questa forma di solitudine genera in sequenza paura, chiusura, rifiuto dell’altro, specie se portatore di una diversità. Come purtroppo accade verso gli immigrati.Dionigi Tettamanzi | Solo una città che ritrova l’ambizione della propria identità civica, pensata come sintesi viva delle sue tante originalità, può tornare a fare appassionare al bene comune e a suscitare il desiderio di una partecipazione responsabile.Dionigi Tettamanzi |
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